Messina, 1° maggio 2026 – In un contesto economico nazionale segnato da crisi internazionali, rincari energetici e rallentamento della domanda, il mercato del lavoro italiano mostra segnali contrastanti. Se nel medio periodo emerge una crescita significativa dell’occupazione stabile, i dati più recenti indicano una fase di frenata che preoccupa soprattutto territori fragili come quello messinese.
Le analisi del Centro Studi di Confartigianato Imprese, su elaborazioni di dati Istat, evidenziano che tra il 2021 e il 2025 l’occupazione in Italia è aumentata di 1 milione e 563 mila unità (+6,9%), con una crescita a doppia cifra del lavoro dipendente a tempo indeterminato (+11,2%). Un risultato importante, maturato in anni caratterizzati da fortissima turbolenza economica e geopolitica. «La crescita del lavoro stabile è un segnale positivo che va riconosciuto – afferma Silvio Alessandro, Presidente provinciale di Confartigianato Imprese Messina – ma oggi rischia di essere vanificato da un nuovo rallentamento che colpisce in modo particolare le piccole imprese e i territori del Mezzogiorno.
A Messina il lavoro non va dato per scontato: ogni posto difeso è una conquista». I dati più recenti confermano infatti un raffreddamento del mercato del lavoro: a febbraio 2026 la crescita tendenziale dell’occupazione si è fermata allo +0,1%, mentre le previsioni di assunzione per il trimestre aprile-giugno 2026, monitorate dal Sistema Excelsior, registrano una flessione (-0,5% su base annua). Lo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente rappresenta un nuovo fattore di pressione sui costi delle imprese. Nel 2025 l’occupazione cresce dello 0,8%, rallentando rispetto agli anni precedenti.
Nel medio periodo il Mezzogiorno ha mostrato una dinamica più vivace (+9,5% nel quadriennio 2021-2025), con regioni come la Sicilia che segnano una crescita dell’occupazione del +13,6%. Tuttavia, i livelli restano bassi: il tasso di occupazione siciliano è poco sopra il 51%, ben distante dalla media nazionale ed europea. «I numeri del Centro Studi Confartigianato confermano che nel Sud e in Sicilia c’è stata una reazione positiva, ma partendo da condizioni strutturalmente fragili – sottolinea Giancola Francesco, Segretario provinciale di Confartigianato Imprese Messina –. Nel territorio messinese il rischio è che il rallentamento in atto blocchi percorsi occupazionali appena avviati, soprattutto per giovani e lavoratori qualificati».

Francesco Giancola – segretario provinciale
Un ruolo centrale continua ad essere svolto dall’artigianato, che a livello nazionale occupa 2 milioni e 494 mila addetti, pari al 13,4% dell’occupazione privata non agricola. Anche nella provincia di Messina le imprese artigiane rappresentano un presidio economico e sociale essenziale. «Le imprese artigiane messinesi – conclude il Presidente Silvio Alessandro – stanno reggendo grazie a sacrifici e investimenti, ma senza politiche energetiche efficaci, sostegno agli investimenti e semplificazione amministrativa, il rischio è perdere lavoro stabile proprio ora che cominciava a consolidarsi». In occasione del Primo Maggio, Confartigianato Imprese Messina richiama l’attenzione delle istituzioni nazionali e regionali sulla necessità di difendere il lavoro di qualità, sostenere le piccole imprese e ridurre i divari territoriali, affinché i risultati evidenziati dal Centro Studi di Confartigianato Imprese non vengano annullati dalle nuove incertezze internazionali.







